“Ciao a tutti!
Io sono Martina e al momento ho 21 anni e se ripenso alla mia esperienza di Exchange student negli Stati Uniti, mi vengono in mente solo bei ricordi e esperienze che mi poterò nel cuore tutta la vita, che mi ha fatto crescere più di ogni altra cosa al mondo.“
La storia di Martina inizia con la più classica delle domande adolescenziali: e ora che mi sono diplomata, che faccio?! Martina ci racconta infatti che dopo la maturità ha trascorso diversi mesi di forte stress, dovuti all’indecisione sulla scelta dell’università.
La sua storia cambia il giorno in cui decide di prendersi quindi un anno sabbatico per viaggiare, investendo su se stessa, i suoi interessi e sulle sue passioni.
“Tra le varie opzioni quella che mi sembrava calzasse di più per me è stato sicuramente il programma che ti permetteva di trascorrere un semestre negli Stati Uniti per migliorare la lingua inglese.”
Giusto il tempo di contattare Mondo Insieme e trovare il posto giusto per lei. Ad Ottobre Martina parte per il Truman State University a Kirksville (Missouri). Passa 6 mesi incredibili e le viene inoltre data l’opzione di estendere la permanenza per un altro semestre.
“Sicuramente la motivazione della scelta di partire con Mondo Insieme è stata il programma il quale ti permetteva di migliorare la lingua inglese tramite lezioni quotidiane con un insegnante, e allo stesso tempo di viverti l’esperienza universitaria americana a 360°.”
Continua a leggere per scoprire di più della sua esperienza…
Come si vive in un Campus negli Stati Uniti?
Martina: Io vivevo all’interno del college con altre 3 studentesse.
Per la questione cibo non preoccupatevi perché c’è la mensa o la possibilità di compare cibo eventualmente. Nella mensa c’è la possibilità di scegliere cosa più si preferisce quindi la questione cibo lo sappiamo è diverso da quello italiano e ci saranno momenti in cui vi mancherà ma non privatevi della possibilità di provare quante più cose, assaggiare e scoprire una cultura così diversa dalla nostra!
Infatti, per quanto riguarda il corso in sé eravamo in una sede a parte all’interno del campus, e le classi erano divise in base al livello di inglese che parlavi. Ma senza paura! Sei lì per imparare e gli insegnanti sono sempre stati super disponibili ad aiutare e farti crescere. Quando sono arrivata io, eravamo in totale una quindicina di studenti ma molti di loro avevano terminato il loro periodo e quindi se sono andati via. Alla fine siamo rimasti in cinque e ho legato maggiormente con una ragazza francese con la quale ho anche fatto un viaggio molto bello a New York!
Nella mia stanza in particolare eravamo in 4 in totale, tutte ragazze poiché la divisione dei piani era in base al sesso. La stanza era formata da 2 camere in 1 bagno condiviso per tutte.
Com’è fare amicizia in un Campus negli USA?
Martina: Mi sono sentita subito ben accolta fin dall’inizio ma non ho avuto molto modo di approfondire l’amicizia tuttavia poiché avevamo orari molto diversi delle lezioni e avevo l’impressione di rimanere un po’ esclusa a volte. Ma questo non mi ha assolutamente fermata dal parlarci e conoscere meglio una realtà che è totalmente diversa da quella Italiana. Chi meglio di uno studente americano può raccontarti ogni dettaglio sulla vita americana? E poi avere compagne di stanza americane ha sicuramente svoltato l’esperienza in termini di lingua inglese: ero “obbligata” a sforzarmi a conversare e farmi capire e se ripenso a come sono partita e come sono tornata in Italia il mio vocabolario è incrementato esponenzialmente! Ho cercato di trarre ogni vantaggio cercando di parlare il più possibile e devo dire che è l’unico modo per imparare, oltre allo studio della grammatica e l’ascolto, per riuscire ad avvicinarsi sempre di più a questa lingua.
All’inizio è stata sicuramente difficile, sia per una questione emotiva di lontananza da famiglia e amici, sia perché vivere in un altro posto con persone che non conosci non è mai facile. In particolare il primo mese e mezzo circa fino a natale è stato abbastanza difficile poiché non conoscendo nessuno non avevo modo di essere introdotta negli altri ambienti per fare amicizia. Hai l’impressione di sentirti un po’ un pesce fuor d’acqua. Ma il bello è proprio questo! Rimboccarti le mani e da solo riuscire a raggiungere degli obiettivi. Questa situazione di sconforto fortunatamente è durata poco perché in fretta ho conosciuto una ragazza italiana più grande che stava frequentando un master che mi ha presentato a tutti gli studenti internazionali nel college. Da lì tutto è cambiato! È stata sicuramente una sfida mettersi in gioco e parlare con gente che proveniva da contesti totalmente differenti dai propri, ma alla fine avevo l’impressione che fossimo tutti un po’ nella stessa situazione lontani da casa e con una voglia di scoprire il mondo sotto un altro punto di vista.
Quindi è stato facile creare amicizie e condividere esperienze tutti insieme. Oltre a loro, sentivo il bisogno di conoscere anche altre persone. Cosi, ho sfruttato lo sport che pratico, il tennis, per mettermi in contatto con il coach dell’università e conoscere più persone possibili. Grazie al tennis ho avuto modo sia di praticare questo sport innanzitutto anche se era inverno e i campi erano all’aperto ma soprattutto legare con una ragazza in particolare, con la quale se capita ho l’occasione di sentirmi ancora oggi, a distanza di 3 anni! Dunque non abbiate paura di mettervi in gioco, offritevi la possibilità di sbagliare e vedrete che ci sono tantissime persone che avranno voglia di conoscere anche la vostra di cultura, e voi, e saranno persone che vi porterete nel cuore per tutta la vita.

Sicuramente un’altra persona che merita di essere menzionata è una ragazza Italiana, dalla Sicilia, conosciuta ad una festa con la quale abbiamo subito stretto amicizia fin dal primo incontro e che ho avuto modo di vedere durante l’estate di andare a trovare per due anni consecutivi, ospitata dalla sua famiglia. Chiaramente essendo italiana, abbiamo sentito subito un click e da lì si è venuta a creare un’intesa bellissima fino a mantenere questo rapporto e vederci durante le vacanze estive. Infatti lei studia attualmente alla Truman State University, e l’unico modo per sentirci o vederci è tramite videochiamata o dal vivo.
Queste sono sicuramente persone che rimangono del cuore, amicizie nate dal nulla, in un contesto simile ma allo stesso tempo diverso, e se si ha modo di coltivare nel tempo questi rapporto, dureranno tutta la vita!
Riesci a viaggiare mentre studi in un College negli Stati Uniti?
Martina: All’inizio ho avuto la possibilità di viaggiare con l’università: con gli insegnanti abbiamo visitato l’University of Missoury in Columbia, veramente molto bella.
Poi un viaggio sicuramente memorabile è stato New York, durante le vacanze di Natale. Questo viaggio lo abbiamo pagato per conto nostro, e la decisione di New York era perché nessuno di noi l’aveva visitata e poi sotto il periodo delle feste natalizie è stata qualcosa di veramente magico! Abbiamo trascorso 6 giorni a New York visitando moltissimi posti e musei tra i più famosi tra cui l’Empire State Building, il famoso Central Park, Statue of Liberty, Time Square e tantissimo altro!

Sicuramente un viaggio che mi porto nel cuore e a volte sono ancora incredula di avere avuto la possibilità di visitare questa enorme metropoli.
Cosa ti porti a casa da questa esperienza di vita in un’Università negli Stati Uniti?
Martina: Da questa esperienza sicuramente sono tornata cambiata e maturata, mi ha fatto crescere da tanti punti di vista dal semplice vivere da sola, farmi le lavatrici o fare la spesa al dover destreggiarmi in situazioni più complicate, al doversi spiegare per farsi capire. Rifarei questa esperienza e ci metto la mano sul fuoco, ancora oggi a distanza di anni i miei mi dicono che quando ne parlano mi brillano gli occhi! Per questo motivo tornare a casa in Italia, per me è stato proprio uno scossone, mi sentivo fuori da quella era la routine giornaliera che mi ero creata là. Questa nostalgia è durata un po’ devo dire ma con il tempo passa e rimangono solamente bellissimi ricordi e persone!
Buona fortuna a chiunque decide di mettersi in gioco, uscire dalla propria zona di confort e andare dall’altra parte del mondo da solo, per scoprirsi.
Martina
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