L’anno all’estero in Texas di Matilde

Ciao, sono Matilde e vi voglio raccontare i primi tre mesi del mio anno all’estero in Texas.

Sto trascorrendo il mio anno all’estero a Bryan/College Station, due città così vicine che vengono considerate una città unica con circa 265.000 abitanti.

La mia famiglia ospitante è molto numerosa. Ora ve la presento!

La famiglia che mi sta ospitando per l’anno all’estero in Texas è composta da: due genitori, un fratello e una sorella della mia età, un altro fratello di 13 anni e uno di 9. Inoltre, abbiamo un grande giardino con tantissimi animali: 2 cavalli, 2 serpenti, 2 gatti, 3 cani, 1 drago barbuto, 1 porcellino d’india e 50 galline. Con il cibo sono stata molto fortunata perché la mia host mum è una bravissima cuoca quindi mangiamo spesso a casa e non ai fast food. Ovviamente non può mancare il barbecue in Texas! Ogni tanto cucino anch’io dei piatti tipici italiani per mostrare la mia gratitudine alla mia famiglia ospitante.

Per l’anno all’estero ho scelto il programma tradizionale negli Stati Uniti e ho avuto la fortuna di capitare in una charter school. Nel sistema scolastico degli Stati Uniti, sono delle scuole che godono di un particolare statuto di autonomia, legato a un sistema di finanziamento misto al quale contribuiscono fondi pubblici e privati. La mia scuola è molto piccola perché ci sono circa 350 studenti, ma gli studenti sono molto seguiti perché l’obiettivo della scuola è quello di creare dei leader internazionali. La scuola è abbastanza rigida e devo indossare la divisa, ma mi sto trovando davvero molto bene. Non ho potuto scegliere tante materie, ma per me l’importante era migliorare l’inglese e in più il livello d’istruzione è molto elevato. Oltre l’inglese sto anche studiando spagnolo e cinese.

La mia scuola ha anche finanziato la mia partecipazione al Model United Nations, ovvero un progetto formativo che, attraverso un role game, permette ai partecipanti di simulare i processi decisionali dei diversi comitati che compongono le Nazioni Unite. 

Oltre agli incontri nel pomeriggio, per partecipare ho dovuto scrivere delle piccole tesi su vari argomenti. Ho poi vinto una borsa di studio e lo scorso weekend ho avuto la possibilità di partecipare ad una conferenza dove rappresentavo il Mozambico. Non solo ho imparata moltissimo, ma ho anche conosciuto tante persone nuove provenienti da tutta l’America.

Fare amicizia per me è stata la cosa più semplice e che mi ha dato più soddisfazioni. Sicuramente ha aiutato il fatto di frequentare una scuola di piccole dimensioni perché tutti sono interessati a conoscermi. Inoltre, sono stata fortunata perché ho conosciuto molte persone simili a me o con i miei stessi gusti.

Quattro volte alla settimana ho gli allenamenti di basket, sport che ho praticato in Italia per molti anni. Ho dovuto fare un provino per entrare nella squadra e sono riuscita ad entrare nel Team Varsity, ovvero la squadra della categoria più alta. Tra due settimane avrò la prima partita ufficiale come playmaker titolare, non vedo l’ora!

Un’altra parte importante del mio anno all’estero in Texas fino ad oggi, è stata la settimana dell’homecoming, ovvero il ballo che inaugura l’inizio ufficiale dell’anno scolastico. Il classico rito è prepararsi insieme con le amiche, fare delle foto in città, andare a cena in un ristorante e poi al ballo a scuola. Durante tutta la settimana ci sono anche diversi football game.

In Texas mi sto trovando benissimo, qui al sud le persone sono molto più espansive e il clima è fantastico; ci sono sono ancora circa 20 gradi di giorno e questo ci permette di fare tantissime attività all’aria aperta, anche con la scuola.

Quello che posso dire su questi primi tre mesi del mio anno all’estero è che sono stati fantastici. In tantissimi momenti mi sono sentita nel posto giusto, e il fatto di vivere da soli dall’altra parte del mondo è una grande prova che ti dà moltissima soddisfazione nel vedere che ce la stai facendo.

Inutile dire che consiglierei a tutti di farlo, perché è impressionante pensare quanto mi sia arricchita culturalmente e mentalmente soltanto nei primi mesi.

Le persone che ho incontrato sono fantastiche e mi è difficile ora immaginare la mia vita senza di loro.

Mi hanno sempre detto che l’anno all’estero non è un anno di vita, ma una vita in un anno. Adesso posso confermare che è davvero così, perché in tre mesi mi sembra di aver vissuto tantissimo.

Scoprite tutti i dettagli dell’anno all’estero negli Stati Uniti!

Condividi su

Anno all’Estero

Ancora disponibili gli ultimi posti per partenze ad
Agosto / Settembre 2024.

Scegli la tua destinazione!