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Danimarca: le novità nascono dal cambiamento

La voglia di cambiare e provare qualcosa di nuovo, seguendo le orme dei genitori, ex Exchange Students, hanno portato Marco in Danimarca:

“Ho scelto la Danimarca perché era l’unico Paese del Nord Europa che non avevo visitato e perché, raccogliendo un po’ di informazioni, ho scoperto che è uno dei Paesi più progrediti per quanto riguarda metodo scolastico e tenore di vita.

Dieci mesi pieni di storie a Daegu, in Corea del Sud

Non so bene da dove cominciare… ho un milione di cose da raccontare!

Quando ho deciso di diventare Exchange Student e ne ho parlato con i miei genitori e amici, sono stati tutti molto contenti della mia decisione, ma un po’ preoccupati per l’insolita scelta. Ricordo con divertimento di alcuni amici che mi dissero: “Ma non potevi andare in America?”.

Vi racconto l'anno all'estero di mia figlia

Un anno negli Stati Uniti era stato da sempre il sogno di Laura, che da piccolina ascoltava incantata i racconti di chi, diversi anni prima, aveva trascorso un anno in una famiglia americana e, a distanza di 20 o 30 anni, parlava ancora della sua “mamma americana” e dei suoi “fratelli americani”.
E così, alla fine della seconda liceo, Laura non ha avuto dubbi ed è iniziata, per tutta la famiglia, l’avventura americana!

Cecilia: I miei due mesi da Aussie

Futuro Exchange Student, non avere paura di partire, buttati con tutto te stesso nell’esperienza che ti cambierà il modo di pensare e di vedere il mondo! Te lo dice una ragazza che ha avuto la possibilità di vivere per due mesi in Australia come una vera Aussie girl, andando a scuola regolarmente ogni mattina e venendo ospitata da un’amorevole e super disponibile famiglia. 

Exchange Students, concentratevi su ciò che state per incontrare, non su ciò che lasciate

Diventare un’Exchange Student è un percorso intervallato da vari momenti: ci si informa, ci si presenta alle famiglie ospitanti preparando un dossier di presentazione e poi si aspettano le notizie sulla famiglia che ti ha scelto. Si aspetta con grande fervore, finché non arriva “la chiamata”.  Alla prima parola che ho sentito dall’altro lato del telefono ero già su di giri, mi è bastato un “ciao” per capire che tipo di conversazione sarebbe stata. La mia referente di Mondo Insieme ha condiviso con me la mia gioia, annunciandomi dove sarei andata. Era un posto che non avevo neanche mai sentito nominare, ma l’euforia era fuori misura, non importava.

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