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Dieci mesi pieni di storie a Daegu, in Corea del Sud

Dieci mesi pieni di storie a Daegu, in Corea del Sud

Non so bene da dove cominciare… ho un milione di cose da raccontare!

Quando ho deciso di diventare Exchange Student e ne ho parlato con i miei genitori e amici, sono stati tutti molto contenti della mia decisione, ma un po’ preoccupati per l’insolita scelta. Ricordo con divertimento di alcuni amici che mi dissero: “Ma non potevi andare in America?”.

Sono sempre stata affascinata dai Paesi del sud-est asiatico. Grazie alla musica giapponese ho scoperto la musica pop coreana, che mi ha aperto un nuovo mondo. Da quel momento ho iniziato a guardare serie televisive, a informarmi sulla storia e la cultura locali.

Quando ho saputo che Mondo Insieme dava la possibilità di trascorrere un Anno Scolastico proprio nel Paese dei miei sogni, non me la sono fatta sfuggire! La voglia di imparare e scoprire cose nuove era troppo forte. Quindi quale esperienza migliore avrebbe potuto soddisfare le mie curiosità?

La mia prima missione è stata affrontare un viaggio di dodici ore tutto da sola: ero elettrizzata dall’idea di iniziare un nuovo capitolo della mia vita, ma anche talmente agitata ed emozionata che non ho dormito nemmeno un po’! Sono atterrata a Daegu alle 9 di sera e, in aeroporto, c’era la mia bellissima famiglia ospitante, entusiasta e felicissima di conoscermi! Ammetto che un po’ di shock culturale l’ho avuto, ma non perché i Coreani siano diversissimi da noi Italiani, anzi, secondo me ci assomigliamo molto, ma perché il giorno dopo il mio arrivo ero già a scuola.

Potete immaginare, no? Io, con tanto di jet lag, sommersa di domande in Inglese e Coreano da parte di studentesse curiose di conoscermi. Mi sono buttata a capofitto sulla mia nuova realtà!

La mia scuola era interamente femminile. All’inizio ho pensato che mi sarei trovata malissimo perché la mia idea di scuola era di tipo misto, come in quasi tutte le scuole italiane, e invece no! Mi sono divertita tantissimo. Mettere trenta ragazze in una classe equivale al caos più totale e quindi al divertimento allo stato puro!

Ho avuto la possibilità di partecipare a molte attività scolastiche come festival, attività sportive, visite a musei, chiese e gite scolastiche. La più bella è stata all’Isola di Jeju, siamo stati lì per 4 giorni e 3 notti, un posto bellissimo con dei paesaggi da mozzare il fiato. Jeju è famosa per le Haenyeo, letteralmente “donna di mare”, cioè donne con una forza disumana che si addentrano nelle profondità dell’oceano in apnea per catturare crostacei, ma soprattutto per cercare ostriche per la produzione di perle.

Come definirei la mia famiglia ospitante? La mia seconda famiglia. Non sono semplicemente persone che mi hanno ospitato per 10 mesi, loro sono allo stesso livello dei miei genitori: mi hanno aiutata, supportata e soprattutto sopportata. Ho ricevuto tantissimo amore sin da subito, pure dal babbo ospitante, anche se con lui sono riuscita a fare una conversazione dove ho capito tutto solo una settimana prima del mio rientro! Perché? Beh, lui parlava solo ed esclusivamente il dialetto di Daegu, che comparato al coreano standard equivale al nostro dialetto napoletano.
Io ho trovato il dialetto di Daegu bellissimo, vorrei poterlo parlare, è buffissimo. Qualche esempio? Per dire: “Che cosa hai detto?” in coreano standard si dice “뭐라고요?” ossia “mworagoyo?” e in dialetto è “뭐라카노?” che si pronuncia “mworakano?”. Per chi lo sente la prima volta può sembrare che gli abitanti di Daegu siano sempre arrabbiati, ma posso confermarvi che sono le persone più dolci e disponibili sul territorio coreano.

Che dire! Daegu, anche chiamata Taegu, è la quarta città più grande della Corea del Sud con 3 milioni di abitanti; è circondata da montagne che causano l’effetto serra quindi in estate la chiamano Taefrica, dall’unione delle parole Africa e Taegu, perché in estate è la città più calda di tutta la Corea, con temperature che possono arrivare anche a 45 gradi. In inverno invece si congela, con temperature anche fino a meno -20 gradi.

Ci sarebbero ancora tantissime cose da raccontare, ma scoprirle sarà più emozionante! Sono veramente grata all’agenzia partner coreana KISE, che mi ha aiutato nei momenti di bisogno. Ringrazio in particolar modo l’Education Office che mi ha dato la possibilità di partecipare a molti eventi, durante uno dei quali ho ricevuto in dono l’Hanbok (l’abito tradizionale), in occasione del capodanno lunare. Sono stata molto felice di riceverne uno e sfoggiarlo tra le vie di un villaggio di Hanok (case tradizionali)! Mi sono sentita a stretto contatto con la cultura di questo Paese.

Ringrazio tantissimo anche Mondo Insieme, se non fosse stato per loro io non sarei qui a raccontarvi la mia esperienza. Invito i prossimi Exchange Students a divertirsi e godersi al massimo ogni singolo momento della loro permanenza all’estero!

Rebecca B. – Exchange Student in Corea del Sud

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