• Un Mondo di possibilità

Futuro Exchange Student, non avere paura di partire, buttati con tutto te stesso nell’esperienza che ti cambierà il modo di pensare e di vedere il mondo! Te lo dice una ragazza che ha avuto la possibilità di vivere per due mesi in Australia come una vera Aussie girl, andando a scuola regolarmente ogni mattina e venendo ospitata da un’amorevole e super disponibile famiglia. 

Diventare un’Exchange Student è un percorso intervallato da vari momenti: ci si informa, ci si presenta alle famiglie ospitanti preparando un dossier di presentazione e poi si aspettano le notizie sulla famiglia che ti ha scelto. Si aspetta con grande fervore, finché non arriva “la chiamata”.  Alla prima parola che ho sentito dall’altro lato del telefono ero già su di giri, mi è bastato un “ciao” per capire che tipo di conversazione sarebbe stata. La mia referente di Mondo Insieme ha condiviso con me la mia gioia, annunciandomi dove sarei andata. Era un posto che non avevo neanche mai sentito nominare, ma l’euforia era fuori misura, non importava.

L'Argentina ti entra dentro e, una volta che si è ricavata il suo posto nel tuo cuore, non ne vorrà più sapere di uscirne. Sarà un pensiero fisso dopo il tuo ritorno, ti chiederai perché non puoi tornare lì, dove eri veramente felice, ma anche in questo caso avrai la risposta, perché l'Argentina ti insegnerà a cogliere il buono da qualsiasi cosa, con la semplicità di un bambino imparerai a "disfrutar" delle piccole cose che la vita ti offre. 

Sembrerà scontato ma il mio anno all'estero a Spokane, Washington, è stato unico. La mia famiglia ospitante era composta da sole donne e io, per 10 mesi, ho avuto ben 4 sorelle: un grande cambiamento, visto che sono figlia unica! Sin dal primo giorno sono stata accolta nella famiglia come una figlia e una sorella.

Alla vigilia del mio terzo anno vorrei fare un bilancio dei primi due, perché sono stati eccezionali nelle loro pecularità! Il primo anno ho frequentato la Rockford University, nell'Illinois. Ho seguito vari corsi di “general education”, ossia materie generali, come storia americana e statistica, che potevo scegliere io per passione o curiosità. Le lezioni si svolgevano in classi piuttosto piccole, con 25 studenti massimo, e questo è un aspetto molto positivo, che mi ha permesso di avere un contatto ravvicinato con i professori e, di conseguenza, è stato facile cercare aiuto per approfondire la lezione o farmi rispiegare un argomento. La parte accademica è l’aspetto che apprezzo di più del sistema americano!

Non pensavo avrei avuto il coraggio di partire per 3 mesi, da sola, a lavorare e dall’altra parte dell’oceano. Invece ce l’ho fatta e non solo sono sopravvissuta, ma ho vissuto questa esperienza con molta serenità! Tutto è iniziato con una info session in università, quasi per caso, e ne ho fatto una sfida con me stessa e contro le mie paure. Ogni novità è destabilizzante all’inizio, poi inizi a prendere la routine di una vita completamente diversa da quella che facevi prima e ti senti...a casa!

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