• Soggiorni linguistici

Com'è vivere un Anno Scolastico all'Estero? Ce lo racconta Marco Perez Rubini

Lunedì 19 Agosto 2019.

Marco, appena tornato dal suo Anno Scolastico negli Stati Uniti, ci racconta la sua esperienza in un'intervista con la nostra Sara

Com'è vivere un Anno Scolastico all'Estero? Ce lo racconta Marco Perez Rubini

Cosa vuol dire veramente vivere un Anno Scolastico negli Stati Uniti? Abbiamo intervistato Marco, che ha trascorso il suo Scambio Culturale nel Minnesota ed è tornato entusiasta! Continuate a leggere per scoprire cosa ci ha raccontato durante la nostra intervista!

Sara, Mondo Insieme: Ciao Marco, grazie per il tempo che ci stai dedicando! Cominciamo con la domanda classica: perché hai scelto di partire per un Anno Scolastico negli USA?

Marco: Ho molti amici che erano partiti qualche anno prima di me e mi avevano sempre parlato dell’Anno all’Estero come di un’esperienza bellissima e diversa da qualsiasi altra, che valeva la pena provare. Inizialmente l’idea di cambiare vita e vivere 10 mesi in un posto dove non conoscevo nessuno un po’ mi faceva paura. Quando sono partito le sensazioni erano stranissime, durante i 3 giorni del viaggio iniziale a New York non realizzavo proprio, ma è nel momento in cui sono arrivato in famiglia che ho capito veramente che sarei rimasto con loro per 10 mesi! Una realizzazione improvvisa ma anche positiva!

Exchange Student sulla neve durante l'Anno Scolastico a Minneapolis

Ero indeciso fra Canada e Stati Uniti ma alla fine gli USA mi hanno conquistato. Con la mia famiglia ospitante vivevo in una città a nord di Minneapolis, non era piccolissima ma neanche troppo grande, la giusta misura! Una cosa ve la devo raccontare: era freddo, davvero molto freddo! Credo che a gennaio sia stata la città più fredda del mondo, hanno chiuso la scuola per 5 giorni perché la temperatura è arrivata addirittura a toccare i -42 gradi! Abbiamo superato l’Alaska! Che bello!

Sara: A proposito della grandezza della tua città, credi abbia fatto una qualche differenza vivere in una città non troppo grande rispetto a vivere in una metropoli?

Marco: In realtà non conosco ragazzi che sono andati in grandi città, ma io sono stato benissimo, gli amici te li fai a scuola quindi, se sei in una scuola che organizza attività extra scolastiche, gli amici te li fai comunque, indipendentemente dalla grandezza della città.

Sara: Se dovessi dare un consiglio a un ragazzo che sta decidendo se partire o meno, cosa gli diresti?

Marco: Non pensarci troppo, buttati e parti! Davvero, basta poco! Quando ho conosciuto altri Exchange Students grazie alle varie gite ed escursioni a cui ho partecipato, confrontandoci sulla nostra esperienza e sulle nostre motivazioni, alla fine è emerso che, per tutti noi, la scelta di partire era stata una decisione “di pancia”, nessuno si era messo a pensare a pro e contro e possibili conseguenze. Se ci pensi troppo, può succedere che il tuo legame con la famiglia e gli amici, le tue preoccupazioni, ti blocchino e ti impediscano di partire. In quei momenti non farti tanti scrupoli e prendi la decisione più giusta per te! Io non ci ho pensato due volte, ho pensato a quale fosse la scelta giusta e l’ho seguita. Ora mi trovo a dover studiare per recuperare le materie che ho perso qui in Italia, ma va bene così! Ne vale la pena, lo rifarei subito! :-)

Sara: Mi parli un po’ del rapporto con la tua famiglia ospitante e che cosa ti ha sorpreso?

Exchange Student con il fratello ospitante

Marco: È indescrivibile, il solo fatto di pensare che queste persone non le conoscevo e che in dieci mesi sono diventati la mia secondo famiglia è una cosa che davvero non riesco ancora a realizzare, è bellissimo! Avevo tre fratellini piccoli, di 8, 6 e 5 anni, a casa in Italia invece ho una sorella di 15 anni, quindi non ero abituato a un rapporto con i più piccoli. Quando mi hanno detto chi sarebbero stati i miei futuri fratelli ospitanti ero un po’ preoccupato, pensavo che magari sarebbero stati un po’ troppo entusiasti e impegnativi e che mi avrebbero sempre chiesto di giocare con loro… l’hanno fatto in effetti! 

Ma è stato bellissimo, non pensavo che mi sarebbe piaciuto così tanto, sentirmi chiamare Big Brother ogni giorno è stata una sensazione bellissima! Magari una persona spererebbe di trovare, nella famiglia ospitante ideale, un fratello o sorella della sua stessa età, per poter avere allo stesso tempo un amico. Ma poi scopri il bello di avere fratelli piccoli, che ti vogliono sempre un sacco di bene, senza alcuna richiesta o pregiudizio. Con i miei genitori avevo molta libertà, si fidavano di me e questa cosa è stata davvero bella per tutti, gli dicevo tutto quello che facevo e loro si fidavano di me, questa era la cosa più importante. 

Exchange Student abbraccia il papà ospitante

Sara: Il momento più bello con la tua Host Family?

 Marco: Durante il periodo di Natale, quando siamo andati in Kansas a visitare alcuni loro parenti. Io e il mio papà ospitante siamo stati in un hotel (perché eravamo allergici al gatto in casa) ed è stato bellissimo passare quel tempo insieme. Anche durante la mia ultima settimana, prima del mio rientro in Italia, sono stati giorni davvero belli perchè cercavamo di fare di tutto per stare insieme il possibile e si sentiva proprio che mi volevano bene e io volevo bene a loro! È stato difficile e bello allo stesso tempo!

Sara: A scuola, ti sei integrato bene, com’era il rapporto con i compagni?

 Exchange Student con gli amici dell'Anno Scolastico all'EsteroMarco: Per i primi 6 mesi ho avuto più difficoltà perché ero in una scuola piccolissima. C’erano altri due Exchange Students e abbiamo legato molto tra noi perché con gli studenti locali era più difficile. 

La famiglia però mi ha aiutato moltissimo perché, frequentando con loro la parrocchia, ho conosciuto il mio nuovo migliore amico, che era iscritto ad una scuola più grande e in cui sono poi stato spostato a gennaio. Lui mi ha fatto conoscere tutti i suoi amici così che, alla fine, io, l’Exchange Student venuto da una piccola scuola, avevo più amici rispetto ai ragazzi locali!

Meno male che la mia famiglia mi ha aiutato moltissimo in questo cambio scuola e poi è stato tutto in discesa. Ammetto che anche le difficoltà e le sfide sono momenti che ti fanno crescere.

Sara: Hai trovato amicizie che porterai avanti per il resto della tua vita?

Marco: Sì assolutamente, so di avere un’altra casa negli USA e di poterci tornare quando voglio, anche con i miei genitori. Il prossimo anno ospiterò anche i miei amici americani, non vedo l’ora!

Sara: Hai mai avuto nostalgia di casa?

Diploma da exchange student dopo un anno all'estero

Marco: No! Sembra bruttissimo da dire, amo davvero tanto la mia casa, ma avere una famiglia americana, che ti vuole così tanto bene e non ti fa sentire solo, ti aiuta tantissimo e non ti fa pensare molto a casa. Magari nei weeekend in cui non uscivo sentivo di più la nostalgia, ma comunque avevo un papà ospitante molto giovane con cui mi capitava di giocare ai videogiochi, non mi è andata male!

Sara: Cosa hai imparato e come pensi di poterlo sfruttare?

Marco: Sono più indipendente, se mi si presentasse un’altra opportunità del genere non ci penserei due volte, senza paura. Poterei considerare di fare l’Erasmus, oppure di studiare in USA con una borsa di studio dopo il diploma, vedremo!

Sara: Come ti senti all’idea di tornare nella scuola italiana?

Marco: Tranquillo, so che dovrò studiare di più ma sono pronto a tutto adesso!

Conclusione: È un’esperienza che assolutamente consiglierei. PARTITE per un Anno Scolastico all’Estero sapendo che è un’esperienza che cambia la vita, senza farsi troppi problemi e sapendo che tutto quello che fai è esperienza e crescita.

 

LinkedIn

Lascia un commento

Stai commentando come ospite.

Iscriviti ora

Contattaci

Cataloghi

Testimonianze

Incontri informativi

Ricerca